giovedì 16 agosto 2007

Il baricentro non esiste

Esiste, invece, il non-baricentro.

Ogni cosa, tutto, sulla terra, sotto terra e nell’atmosfera, è soggetto alla famosa legge di gravità. Nulla si sottrae a questa semplice legge: anche il nostro pensiero, anche il più elevato, anche la manifestazione di Dio, è soggetta a questo semplice assunto. Inoltre non sappiamo come si sarebbe potuta sviluppare la nostra civiltà in assenza di gravità e soprattutto come il pensiero, in assenza di una forza gravitazionale e quindi di baricentro, avrebbe avuto sviluppo.

Fanno parte e ne sono dei derivati gli stessi concetti di vita e morte, i quali, per essere onesti anche se non scientismi o “materiali”, devono essere ricondotti al concetto di baricentro.

Un esempio può chiarire questo concetto:

quando nasce, il neonato non ha l’idea della gravità, è un tutt’uno con l’universo, e le sue sensazioni sono un continuum tra l’esterno, il suo interno e la mamma: appena interagisce con l’ambiente però, acquista immediatamente il senso del procedere, del camminare; in pratica, interagendo con un suo consimile che nella fattispecie è un medico, acquista il senso della gravità.

Possiamo affermare che quando il bambino è nella pancia della mamma sia privo del senso del baricentro e si presenti quella straordinaria situazione che solo una vita in assenza di gravità può dare.

L’altro caso di assenza di assenza di gravità e del baricentro lo possiamo avere dopo che una persona è morta.

Contrariamente a quanto si crede e si presume, il famoso rigor mortis è un fenomeno che dura poco, per lasciare il posto a una “morbidezza” del corpo che causa, in chi deve sollevare un cadavere, un senso di estrema pesantezza rispetto a quando la persona era viva.

È un po’ la stessa sensazione che si prova quando si prende in braccio un neonato, che nella sua morbidezza, malleabilità fisica e adattabilità ad ogni ambiente, dà un senso di pesantezza assolutamente inadeguato alla sua struttura.

In questi due casi possiamo dire di essere alla presenza di un non-baricentro.

mercoledì 8 agosto 2007

Mushin


Chi si accosta allo shiatsu si sente spesso dire che questa disciplina si pratica ai massimi livelli solo quando si raggiunge lo stato di mushin, ovvero di mente «piena di vuoto».

In antitesi, rispetto al suo significato più comune, qui, il «vuoto» è inteso come stato di disponibilità mentale e non come assenza; difatti, indica proprio una presenza piena, un soggetto.


In nessun modo simile al nulla «vuoto» assurge a entità, non a mancanza.

Più in generale è importante comprendere che «la pienezza del vuoto» non può esistere senza esperienza sensibile ed è questa la chiave che differenzia mushin da qualsiasi altro stato mentale: non c’è mente piena di vuoto se non radicata nell’esperienza concreta.
Mushin
non è soltanto uno stato di consapevolezza cognitiva, ma la sincronica espressione di un corpo e, di una mente pacificati. Da questo scaturisce l’esperienza di pieno benessere, fisico e mentale, che avvolge entrambi i praticanti che, come riflessi allo specchio, si completano.

La sensazione è di essere «uno» con tutte le cose che ti circondano, non c’è separazione.

mercoledì 25 luglio 2007

Avete mai sentito parlare del durian?


I nostri sensi lavorano insieme, e quando sono stimolati contemporaneamente, i risultati sono superlativi. Chiedete a chi ha assaggiato il temibile frutto asiatico durian. Somiglia ad un mango corazzato. È un frutto, il re dei frutti, è il più discusso di tutti. Durante il processo di maturazione diffonde una puzza fortemente acre. Per questo motivo è vietato negli alberghi e negozi del sudest asiatico. È un frutto che non si fa amare facilmente.

Per quelli che riescono a superare l'odore, il sapore è veramente sublime.

Ma chi riesce ad avvicinarsi abbastanza da assaggiarlo?

Ed è quando i sensi lavorano insieme che emerge quell'indefinibile sesto senso che si chiama intuizione...

I progressi possono venire soltanto dall'e/e.
Gusto e Consistenza.
Vista e Udito.
Gusto e Tatto.
Odore e Sapore.

domenica 29 aprile 2007

La cura


Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.

Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.

Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luceper non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.

Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.

Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te.

La Cura - Franco Battiato

venerdì 6 aprile 2007

Il movimento è vita


Ogni vita è movimento.Tutto ciò che è animato è in movimento. Nulla di ciò che è immobile vive. L'acqua stagnante muore, vive soltanto l'acqua corrente, l'acqua viva.

La stessa cosa accade al nostro corpo; per essere veramente vivo non dev'essere né immobile né stagnante. Ora, noi portiamo in noi stessi parti immobili oppure stagnanti. Esse sono inutilizzate da sempre o da molto tempo, e si atrofizzano in mancanza di sollecitazioni e di stimoli. Esse indeboliscono il nostro corpo e diminuiscono non soltanto il suo vigore fisico, ma anche le sue facoltà intellettuali e mentali; intralciando la circolazione energetica, ostacolando una percezione d'insieme, interrompono l'armonia.

Così il movimento si rivela indispensabile per la vita e il rigoglio di tutto il nostro essere. «Ogni sensazione e ogni percezione dipendono dal movimento»

Solo attraverso l'attività si possono sviluppare le nostre percezioni sensoriali, ma non si tratta di un'attività meccanica; perché il movimento ci riveli a noi stessi bisogna essere coscienti del modo in cui avviene o non avviene.

Il movimento di una delle parti del corpo dev'essere vissuto dal corpo intero.«

Quando un membro è in movimento, tutto il corpo è in movimento e la sua unità è costituita dalla simultaneità dei suoi movimenti complementari».

Ritroviamo qui l'idea fondamentale della filosofia cinese, cioè l'esistenza di due forze in movimento allo stesso tempo opposte e complementari, avverse e complici, la notte e il giorno, la luna e il sole, la dolcezza e la forza, l'elemento femminile e quello maschile, lo Yin e lo Yang. L'uno non può fare a meno dell'altro e nessuno dei due deve dominare l'altro.

Forze negative e positive della vita, si esprimono non tramite la vittoria dell'una o dell'altra, ma grazie al movimento e al gioco equilibrante dell'una e dell'altra.

giovedì 15 marzo 2007

Respirare


La respirazione.
Come definirla in senso generale?

Secondo il dizionario Larousse è «la funzione per mezzo della quale le cellule viventi ossidano le sostanze organiche e che si manifesta tramite scambi gassosi (assorbimento di ossigeno ed espulsione di anidride carbonica) ».

Per l'Enciclopedia Britannica «il concetto della vita è così strettamente legato a quello della respirazione che la parola "spirare" è venuta a significare l'estinzione della vita, e la parola "ispirazione" la sua elevazione a livello sovrumano la base chimica della vita è essenzialmente un'ossidazione dei tessuti ».

Anche i cinesi pensano che la respirazione rappresenti la radice stessa della vita. Per essi è la funzione vitale per eccellenza.

E un proverbio indiano afferma: «Se l'aria tesse l'universo, il respiro tesse l'uomo».

Allora, cosa pensare di questa insistenza, dell'importanza tutta particolare attribuita alla respirazione?Respirare non è forse la cosa più naturale del mondo? Non è semplicemente lasciar entrare l'aria nei polmoni e lasciarla semplicemente uscire?
A prima vista, sembrerebbe facile. Tutti noi respiriamo, altrimenti non saremmo in vita, ma non viviamo veramente, poiché respiriamo generalmente con parsimonia, in modo falso (gonfiando la cassa toracica senza espirare a fondo).
L'aria non prende possesso del nostro corpo, non lo abita davvero.
Non siamo «impregnati del nostro respiro».

Sto imparando a respirare...

mercoledì 4 ottobre 2006

Sei verità sull'amore


La Prima è un monito.
Gli esseri umani hanno bisogno d'Amore. Senza, muoiono. Le persone solitarie senza Amore rischiano da tre a cinque volte di più di morire giovani!
Se a ciò si aggiunge il calo delle nascite nei paesi occidentali e il forte aumento del numero di persone che vivono da sole, bisogna riconoscere che il mondo ha bisogno di molto più Amore.

Poi viene una definizione.
L'Amore è più di una forte simpatia. Non stiamo parlando di un grande affetto.
L'Amore è un profondo senso di attaccamento.

Terzo, l'Amore è fatto di corrispondenza, di sottile, intuitiva sensibilità.
L'amore è sempre a doppio senso. Se non lo è, non può essere chiamato Amore. Ci saranno sempre persone più brave di altre in questo, ma tutti abbiamo la capacità e il bisogno di Amare.

La Quarta verità riguarda chi e cosa amiamo. Tutti conoscono i palpiti dell'Amore romantico, ma non dimentichiamo l'Amore tra coppie che stanno insieme da anni, l'Amore nelle famiglie, l'Amore di cari amici rapporti molto diversi cui si uniscono le esperienze che amiamo.

Quinto, l'Amore richiede tempo.
Per imparare a rispondere ai ritmi emotivi dell'Amore ci vogliono anni. L'Amore ha una storia. Ci dà un significato e ci rende ciò che siamo.

Infine, e forse è la verità più profonda, l'Amore non si può comandare o pretendere. Si può solo dare. Come per il potere, per avere l'amore bisogna darlo.