La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite.
E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.
Ci domandiamo: ”Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?“
In realtà chi sei tu per NON esserlo? Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo, non serve al mondo.
Non c'è nulla di illuminato nello sminuire se stessi cosicché gli altri non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi: è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.
-Nelson Mandela
venerdì 25 luglio 2014
lunedì 21 luglio 2014
Non fermarti all'apparenza
Non fermarti all’apparenza,
combatti il tuo stesso pregiudizio andando a fondo nella conoscenza dei fenomeni che ci circondano.
Nulla succede per caso, tutto ha un senso.
Se un evento ti sembra inspiegabile prova a cambiare la prospettiva da cui lo guardi.
Troverai tanto male nel mondo, non posso negarlo.
Ma incontrerai anche gente che pensavi diversa solo perché la società a cui appartieni ti ha annebbiato la vista con tabù e preconcetti.
Allora fidati meno del sentito dire e di più del tuo istinto delle tue sensazioni e soprattutto, della tua esperienza diretta.
Anton Vanligt
combatti il tuo stesso pregiudizio andando a fondo nella conoscenza dei fenomeni che ci circondano.
Nulla succede per caso, tutto ha un senso.
Se un evento ti sembra inspiegabile prova a cambiare la prospettiva da cui lo guardi.
Troverai tanto male nel mondo, non posso negarlo.
Ma incontrerai anche gente che pensavi diversa solo perché la società a cui appartieni ti ha annebbiato la vista con tabù e preconcetti.
Allora fidati meno del sentito dire e di più del tuo istinto delle tue sensazioni e soprattutto, della tua esperienza diretta.
Anton Vanligt
venerdì 14 marzo 2014
Conoscersi è morire
Ora la mia tragedia è questa. Dico mia, ma chi sa di quanti!
Chi vive, quando vive, non si vede: vive... Se uno può vedere la propria vita, è segno che non la vive più: la subisce, la trascina. Come una cosa morta, la trascina, perché ogni forma è una morte.
Pochissimi lo sanno; i più, quasi tutti, lottano, s’affannano per farsi, come dicono, uno stato, per raggiungere una forma; raggiuntala, credono d’aver conquistato la loro vita, e cominciano invece a morire. Non lo sanno, perché non si vedono; perché non riescono a staccarsi più da quella forma moribonda che hanno raggiunta; non si conoscono per morti e credono d’esser vivi. Solo si conosce, chi riesca a veder la forma che si è data o che gli altri gli hanno data, la fortuna, i casi, le condizioni in cui ciascuno è nato. Ma se possiamo vederla, questa forma, è segno che la nostra vita non è più in essa, perché se fosse, noi non la vedremmo; la vivremmo, questa forma, senza vederla. E morremmo ogni giorno di più in essa, che è già per sì una morte, senza conoscerla. Possiamo dunque vedere e conoscere soltanto ciò che di noi è morto. Conoscersi è morire.
(tratto da La carriola di Luigi Pirandello)
martedì 14 gennaio 2014
La risposta è l’equazione di Dirac
Lei disse: “Dimmi qualcosa di bello”
Lui rispose: “(∂ + m) ψ = 0”
L’equazione sopra è quella di Dirac ed è la più bella equazione conosciuta della fisica. Grazie a questa si descrive il fenomeno dell’entanglement quantistico, che in pratica afferma che: “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema. Quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce”.
Lui rispose: “(∂ + m) ψ = 0”
L’equazione sopra è quella di Dirac ed è la più bella equazione conosciuta della fisica. Grazie a questa si descrive il fenomeno dell’entanglement quantistico, che in pratica afferma che: “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema. Quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce”.
lunedì 4 novembre 2013
Il giorno più bello...
Il giorno più bello? Oggi.
L'ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L'errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L'egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori insegnanti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L'accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L'ottimismo.
Madre Teresa
L'ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L'errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L'egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori insegnanti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L'accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L'ottimismo.
Madre Teresa
domenica 27 ottobre 2013
L'orchestra non smette di suonare
Dove c'è amore non ci sono pretese, aspettative, dipendenza.
Io non esigo che voi mi facciate felice; la mia felicità non alberga in voi.
Se mi doveste lasciare, non mi sentirei dispiaciuto per me stesso; godo immensamente della vostra compagnia, ma non mi abbarbico a voi.
Godo della vostra compagnia sulla base del non-abbarbicamento.
Non siete voi, ciò di cui godo; è qualcosa di più grande di voi e di me.
E' qualcosa che ho scoperto, una sorta di sinfonia, una sorta di orchestra che suona alla vostra presenza, ma quando voi ve ne andate,
l'orchestra non smette.
Quando incontro qualcun altro, suona un'altra melodia, altrettanto deliziosa.
E quando sono solo, continua.
Ha un grande repertorio, e non cessa mai di suonare.
-Anthony De Mello
Io non esigo che voi mi facciate felice; la mia felicità non alberga in voi.
Se mi doveste lasciare, non mi sentirei dispiaciuto per me stesso; godo immensamente della vostra compagnia, ma non mi abbarbico a voi.
Godo della vostra compagnia sulla base del non-abbarbicamento.
Non siete voi, ciò di cui godo; è qualcosa di più grande di voi e di me.
E' qualcosa che ho scoperto, una sorta di sinfonia, una sorta di orchestra che suona alla vostra presenza, ma quando voi ve ne andate,
l'orchestra non smette.
Quando incontro qualcun altro, suona un'altra melodia, altrettanto deliziosa.
E quando sono solo, continua.
Ha un grande repertorio, e non cessa mai di suonare.
-Anthony De Mello
venerdì 25 ottobre 2013
Il fluire degli eventi
Il segreto della felicità terrena è fluire con grazia insieme al cambiamento. Lascia che ogni cosa vada e venga liberamente. Tutto passa: le persone, gli eventi, il tempo la vita stessa.
Impara ad accettare gioiosamente ogni nuova esperienza.
Kriyananda
Impara ad accettare gioiosamente ogni nuova esperienza.
Kriyananda
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