lunedì 5 gennaio 2009

Imparare!

Diceva Merlino a proposito dell’apprendimento:

“Il rimedio migliore quando si è tristi” replicò Merlino, cominciando ad aspirare e mandar fuori boccate di fumo, “è imparare qualcosa. È l’unico che sia sempre efficace.

Invecchi e ti tremolano le mani e le gambe, non dormi alla notte per ascoltare il subbuglio che hai nelle vene, hai nostalgia del tuo unico amore, vedi il mondo che ti circonda devastato da pazzi malvagi, oppure sai che nelle chiaviche mentali di gente ignobile il tuo onore viene calpestato.

In tutti questi casi, vi è una sola cosa da fare: imparare.

Imparare perché la gente parla tanto e che cosa la fa parlare. È l’unica cosa che la mente non riesca mai a esaurire, mai ad alienare, mai ad esserne torturata, mai a temere e diffidarne, mai a sognarsi di essersene pentita.

Imparare è il rimedio per te.

Guarda quante cose ci sono da imparare!
La scienza pure – unica purezza esistente. Puoi passare l’intera vita a studiare l’astronomia, tre anni la storia naturale, sei la letteratura. Poi, dopo aver esaurito un milione di esistenze sulla biologia, la medicina, la critica teologica, la geografia, la storia e l’economia, puoi cominciare a costruire la ruota di un carro col legno adatto, oppure passare cinquant’anni a imparare come si comincia a imparare a battere il tuo avversario nella scherma. Dopo di che, puoi riprendere dalla matematica, finché è tempo che impari ad arare la terra.

Terence H. White, The Once and Future King

domenica 21 dicembre 2008

Tutto scorre come un fiume

Diceva Eraclito, più di duemila anni fa, che non ci si bagna mai due volte nella stessa acqua di un fiume. Dicevano i Greci sempre più di duemila anni fa che l’ "adunaton", l’impossibile per eccellenza, è che ciò che è avvenuto possa non essere avvenuto.

Ogni nostro istante non è mai uguale all’altro e noi non siamo mai gli stessi da un istante all’altro, da un tempo all’altro. Tutto cambia dentro e fuori di noi anche se non sempre riusciamo a percepire questo continuo cambiamento.

La cosa più appariscente di noi, il nostro corpo, da un istante all’altro è sempre diverso e noi viviamo in questa continua diversità e di questa continua diversità.

In noi nasce e muore qualcosa in ogni momento della nostra esistenza ed in ogni momento noi non siamo più quello che eravamo un momento prima, il nostro corpo è cambiato, la nostra mente è cambiata, il nostro pensiero è un altro pensiero che lo si voglia o no.

Perdiamo cellule del nostro corpo perdiamo neuroni del nostro cervello che non torneranno mai più, perdiamo ricordi sommersi da altri continuamente sorgenti che si sovrappongono pronti anch’essi a sparire nel nulla, nel vuoto della nostra memoria e gli stessi che crediamo di conservare sono diversi da un momento all’altro.

Per quanto grande sia quello che noi chiamiamo memoria, essa non è mai capace di trattenere fermare per un attimo il nostro continuo divenire.

Tutti gli eventi sono continuamente mutevoli come il paesaggio che ci corre via veloce da un finestrino di un treno e del quale ben poco riusciamo a trattenere.

sabato 6 dicembre 2008

Alle volte basta un niente

Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci, non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta.
Si è anzi felici, di cose del genere. Felici. E potrebbe non finire mai.
Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac, senza nessuna ragione, si rompe d'improvviso e tu rimani lì, senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l'hai più addosso, ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell'altro sei tu. Tac.
Alle volte basta un niente. Anche solo una domanda che affiora.
Basta quello.

Alessandro Baricco - Oceano mare

martedì 14 ottobre 2008

Intingere il pennello nell'inchiostro

Dice il maestro Al Huang: “mentre intingo il pennello nell’inchiostro i peli devono essere uniti e formare una coda; come se un milione di pensieri differenti si unissero in un piccolo punto. Intingere il pennello sulla pietra rappresenta un altro processo per raggiungere il proprio centro.
Quando il pennello è pronto tenetelo verticalmente davanti a voi sulla carta. Il manico del pennello corrisponde alla vostra spina dorsale. E’ diritta, profonda e flessibile e si mantiene al centro del movimento. Questo è l’inizio e la vostra consapevolezza si trova proprio al centro. Davanti a voi c’è un foglio di carta bianca. Non vi è nulla sopra. Meditateci. Se foste vissuti nella vecchia Cina avreste indossato una lunga tunica con ampie maniche con cui correreste il rischio di spandere l’inchiostro sulla carta. Per evitare questo inconveniente sosterreste entrambe le maniche con l’altra mano creando un cerchio con le braccia.”

mercoledì 23 aprile 2008

Individuare il profumo

Nell'uomo il gusto e l'olfatto sono così strettamente intrecciati che è difficile sperimentare l'uno senza l'altro. Messi insieme, parlano alle nostre emozioni, alle nostre memorie e ai nostri sogni più di qualcunque altra cosa. L'olfatto vince sul gusto. Gli uomini hanno quattro geni per la vista, ma più di 1000 deputati all'olfatto.

Con circa 400.000 odori riconoscibili al mondo, abbiamo accesso a un'incredibile offerta di collegamenti potenziali.

Pare che l'odore si conservi quasi esclusivamente nella memoria a lungo termine. Altrimenti perchè il più noto ricordo di Marcel Proust era il sapore di un dolce, e non la sua forma o il suo nome?

Un'amica mi ha raccontato una bella storia sul potere del profumo. Aveva provato per un paio di mesi a vendere la sua casa, senza successo. Quando cambiò agenzia, quella nuova le suggerì di informare dei biscotti poco prima che la gente venisse a vedere la casa. L'effetto fu immediato. La prima persona che arrivò decise di comprarla.

L'associazione con l'odore caldo e intimo dei biscotti nel forno aveva trasformato l'abitazione in una casa.

da Lovemarks - il futuro oltre i brands

martedì 18 marzo 2008

Il creare...


Vado a passeggiare nella foresta di Fontainebleau, faccio indigestione di verde, devo pur liberarmi di questa sensazione in un quadro.

Pablo Picasso

mercoledì 27 febbraio 2008

L’intimità ha tre volti molto diversi



L’intimità ha tre volti molto diversi

- L’empatia, che ci fa capire e reagire alle emozioni degli altri
- L’impegno, che caratterizza un rapporto a lungo termine
- La passione, quella scintilla che tiene vivo il rapporto


Empatia

C’è solo un modo per comprendere le emozioni degli altri o per capire davvero quel che conta per loro. Ascoltare.
L’empatia scaturisce per lo più dal linguaggio e dai silenzi che lo contornano.
Quando riuscite ad avere le più sorprendenti intuizioni? Quando ascoltate, creando uno spazio emotivamente adatto a farle emergere.

L’empatia è creata dalla tensione tra il suono della voce e un silenzio intenzionale.
Come scopriamo quanto avviamo un rapporto intimo, spesso le parole non sono la cosa più importante. Le inflessioni, le pause, la combinazione dei suoni e del linguaggio del corpo creano un complesso insieme di segni e di messaggi che determina una relazione empatica.

L’intimità è la comprensione di ciò che si condivide in un dato momento, non solo di ciò che viene comunicato.

da “il futuro oltre i brands – lovemarks”