martedì 31 agosto 2010

Un lungo, lungo sonno...

Un lungo, lungo sonno, un sonno intenso
che non dà segno di accorgersi dell'alba
nè battendo le palpebre
nè stirando le braccia - un sonno libero..

C'è mai stata indolenza pari a questa?
Su una sponda di pietra crogiolarsi
mentre passano i secoli, ignorando
beatamente se sia mezzogiorno?

Emily Dickinson

lunedì 16 agosto 2010

Rimanete giovani, rimanete folli

La terza storia parla di morte.
Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava cosi':

"Se vivrai ogni giorno come fosse l'ultimo, sicuramente prima o poi avrai ragione".
Mi colpi' molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattino allo specchio. chiedendomi "Se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?"

E ogni qualvolta la risposta è "no" per troppi giorni di fila, capisco che c'è qualcosa che deve essere cambiato. Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della mia vita.

Perchè quasi tutte le cose - tutte le aspettative, tutto l'orgoglio, tutti gli imbarazzi e i timori di fallire - semplicemente svaniscono di fronte all'idea della morte, lasciando solo quello che c'è di realmente importante.

Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere.

Siete già nudi.

Non c'è ragione per non seguire il vostro cuore.

Più o meno un anno fà mi è stato diagnosticato un cancro.

Ho fatto la scansione alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che avrei avuto un'aspettativa di vita non superiore ai 3 - 6 mesi.

Il mio dottore mi consigliò di andare a casa e di mettere ordine nei miei affari, che è il loro codice per dirti di prepararti a morire. Questo significa che devi provare a dire ai tuoi bambini ogni cosa che pensavi di dirgli nei prossimi dieci anni, in pochi mesi.

Questo significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi a dire ai tuoi "addio".

Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell'analisi effettuata infilando un endoscopio giu per la mia gola, attraverso il mio stomaco sino all'intestino per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del tumore.

Ero sotto anestesia ma mia moglie - che era là - mi ha detto che quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato a gridare, perchè è saltato fuori che si trattava di un cancro molto raro e curabile con intervento chirurgico.

Ho fatto l'intervento chirurgico e adesso sto bene.

Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che sia anche la più vicina per qualche decennio. Essendoci passato attraverso posso parlarvi adesso con un pò di cognizione di causa di quando la morte era per me solo un concetto astratto e dirvi:

Nessuno vuole morire.

Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci.

E nonostante tutto, la morte è la destinazione che condividiamo. Nessuno gli è mai sfuggito.

Ed è così che deve essere perchè la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita.

E' l'agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo.
Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pure verità.

Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun'altro.

Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone.

Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore.

E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione.

In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare.

Tutto il resto è secondario.

“Stay Hungry, Stay Foolish“ di Steve Jobs

domenica 4 luglio 2010

Cos'è l'estetica?

Ci sono uomini e donne che spendono la vita a inseguirla. Ma le loro «scoperte» non sono sempre apprezzate da tutti. Il gusto varia da epoche a culture, ma è innanzitutto una questione di erudizione. La nostra sensibilità va educata all'incanto.

Michelangelo la cercava chiuso nel suo laboratorio.

Felix Mendelssohn la trovava in vacanza, trasformandola in musica.

Joseph Conrad la metteva nero su bianco dopo lunghe ore di felice osservazione del paesaggio fuori dalla finestra.

La bellezza è ovunque, ma per capirla bisogna coltivare il proprio giardino interiore: l'eleganza è, soprattutto, una questione di testa.

Vi sono persone che dedicano la loro vita all'estetica e altre che neppure ne comprendono il senso.

venerdì 11 settembre 2009

...e se davvero tutta la mia vita, la mia vita cosciente, non fosse stata 'come doveva'?

Gli era venuto in capo che quanto gli era fin qui sembrato assolutamente inammissibile, di aver cioè vissuto non come si doveva, potesse invece essere la verità.

Gli era venuto in capo che i suoi timidissimi tentativi di ribellione a ciò che la gente altolocata stimava il bene, tentativi che subito aveva soffocato in sé, - che essi soli potessero essere giusti, e tutto il resto essere sbagliato.


Il suo ufficio, il suo modo di vivere, e la famiglia, e gli interessi mondani e professionali, - tutto poteva essere sbagliato.

S'era provato a difendere davanti a se stesso quelle cose. E a un tratto aveva sentita tutta l'inconsistenza di ciò che difendeva.

Non c'era niente da difendere.

L. Tolstoj - La morte di Ivan

domenica 6 settembre 2009

Ma che sarebbe, 'sta idea platonica?

«È una cosa filosofica, l'ha inventata Platone, un tizio greco dell'antichità. In pratica, è quando tu pensi a una cosa senza averla sottomano. Pensi 'cavallo', ma non un certo cavallo in particolare, tipo...»
«Dinamite, il cavallo di Tex».
«Eh no, tu pensi 'cavallo', e ti vedi in mente un cavallo indefinito che è come se fosse tutti i cavalli. Quella è l'idea platonica».
«Se invece penso a un cavallo che conosco?»
«Pensi a quello, punto e basta. Lasci fuori la filosofia».

a neve ferma - Stefania Bertola

martedì 1 settembre 2009

Sogni le stelle nella boccia dei pesci rossi finisci

A quanto pare, ogni tanto gli adulti si prendono una pausa per sedersi a contemplare il disastro della loro vita. Allora si lamentano senza capire e, come mosche che sbattono sempre contro lo stesso vetro, si agitano, soffrono, deperiscono, si deprimono e si chiedono quale meccanismo li abbia portati dove non volevano andare.

Per i più intelligenti diventa perfino una religione: ah, spregevole vacuità dell'esistenza borghese! Alcuni cinici di questo tipo cenano alla tavola di papà: “Cosa ne è stato dei nostri sogni di gioventù?” si domandano con aria disincantata e soddisfatta. “Sono volati via, e la vita è proprio bastarda”.

Non sopporto questa finta lucidità dell'età matura. La verità è che sono come tutti gli altri, ragazzini che non capiscono cosa sia successo e che giocano a fare i duri mentre avrebbero voglia di piangere.

Eppure non è così difficile da capire.

Il problema è che i bambini credono ai discorsi dei grandi e, una volta grandi, si vendicano ingannando a loro volta i figli. “La vita ha un senso e sono gli adulti a custodirlo” è la bugia universale cui tutti sono costretti a credere. Da adulti, quando capiamo che non è vero, ormai è troppo tardi. Il mistero rimane, e tutta l'energia disponibile è andata da tempo sprecata in stupide attività. Non resta che cercare di anestetizzarsi, nascondendo il fatto che non riusciamo a dare un senso alla nostra vita e ingannando i nostri figli per cercare di convincere meglio noi stessi.

La mia famiglia frequenta tutte le persone che hanno seguito lo stesso percorso: una gioventù passata a cercare di mettere a frutto la propria intelligenza, a spremere come un limone i propri studi e ad assicurarsi una posizione al vertice, e poi tutta una vita a chiedersi sbalorditi perché tali speranze siano sfociate in un'esistenza così vana.

La gente crede di inseguire le stelle e finisce come un pesce rosso in una boccia.

Mi chiedo se non sarebbe più semplice insegnare fin da subito ai bambini che la vita è assurda. Questo toglierebbe all'infanzia alcuni momenti felici, ma farebbe guadagnare un bel po' di tempo all'adulto – senza contare che si eviterebbe almeno un trauma, quello della boccia.

L'eleganza del riccio – Muriel Barbery

lunedì 5 gennaio 2009

Imparare!

Diceva Merlino a proposito dell’apprendimento:

“Il rimedio migliore quando si è tristi” replicò Merlino, cominciando ad aspirare e mandar fuori boccate di fumo, “è imparare qualcosa. È l’unico che sia sempre efficace.

Invecchi e ti tremolano le mani e le gambe, non dormi alla notte per ascoltare il subbuglio che hai nelle vene, hai nostalgia del tuo unico amore, vedi il mondo che ti circonda devastato da pazzi malvagi, oppure sai che nelle chiaviche mentali di gente ignobile il tuo onore viene calpestato.

In tutti questi casi, vi è una sola cosa da fare: imparare.

Imparare perché la gente parla tanto e che cosa la fa parlare. È l’unica cosa che la mente non riesca mai a esaurire, mai ad alienare, mai ad esserne torturata, mai a temere e diffidarne, mai a sognarsi di essersene pentita.

Imparare è il rimedio per te.

Guarda quante cose ci sono da imparare!
La scienza pure – unica purezza esistente. Puoi passare l’intera vita a studiare l’astronomia, tre anni la storia naturale, sei la letteratura. Poi, dopo aver esaurito un milione di esistenze sulla biologia, la medicina, la critica teologica, la geografia, la storia e l’economia, puoi cominciare a costruire la ruota di un carro col legno adatto, oppure passare cinquant’anni a imparare come si comincia a imparare a battere il tuo avversario nella scherma. Dopo di che, puoi riprendere dalla matematica, finché è tempo che impari ad arare la terra.

Terence H. White, The Once and Future King